La telefonata

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–          Che faccia che ho… sono proprio stanco. Ho dormito poco o forse sto ancora dormendo. Meno male che non fa freddo anche se siamo a Febbraio. Chi mi chiama a quest’ora? Numero non registrato. Ma è il mio numero di telefono…come è possible? Pronto chi parla?

–          Non riattaccare. Non avere paura e tutto andrà bene.

–          Ma…ma parli come me? Hai la mia stessa voce…chi sei? È uno scherzo ?

–          Non chiedermi chi sono. Lo sai. Chiedi piuttosto da quando ti sto chiamando.

–          Che vuoi dire? Chi cazzo sei?

–          Sono te… ti conosco abbastanza bene per sapere che questo è l’unico momento della giornata in cui hai tempo per parlare con un vecchio amico.

–          Non ci sto a capire niente. É uno stupido scherzo. Ora chiudo.

–          E ti pentirai di non avermi ascoltato per tutta la breve vita che ti rimane.

–          Sono le sette di mattina che vuoi da me?

–          Niente. Voglio farti un regalo, il tuo ultimo regalo di compleanno.

–          Il mio compleanno era dieci giorni fa. Allora non mi conosci abbastanza bene.

–          Il regalo che ti devo consegnare puoi scartarlo soltanto oggi.

–          Non me ne frega niente. Adesso chiudo.

–          Ieri sera hai prenotato una vacanza con la tua famiglia, vero? Una settimana in montagna a Luglio, con l’animazione gratuita per I bambini.

–          Come fai a saperlo? Sei un hacker?

–          In un certo senso, lo siamo diventati. Adesso mi vuoi ascoltare?

–          Questa telefonata non ha senso. Tra poco si sveglieranno tutti. Cosa vuoi da me?

–          Ancora? Quello che ti devo consegnare serve a te quanto a me. Vuoi ricevere il tuo dono?

–          Il corriere non passa a quest’ora, sono le sette.

–          Ci sono beni che non hanno scatola e che valgono più dell’oro. Quello che ti voglio regalare è un’informazione.

–          Che tipo di informazione?

–          È una finestra sul futuro, sul nostro futuro.

–          Sei un indovino?

–          No, sono un prigioniero. Prigioniero di un sistema che ha cambiato le nostre vite. Allora sei pronto?

–          Ok. Così finiamo questa cosa assurda.

–          Ascolta bene. Ho poco tempo. Tra qualche giorno inizierà una procedura di messa in sicurezza, il lockdown dell’Italia. Tutto è iniziato a fine Gennaio con i due turisti cinesi positivi a Roma, ricordi?

–          Si e hanno detto che non bisognava avere paura, hanno pure fatto gli sconti a chi mangiava dal cinese…

–          Ma quello non è il nostro corona virus. A noi è toccata una malattia diversa, diciamo europea. Il focolaio della Lombardia, quello del 21 febbraio, è il COVID 19. Oggi sarà firmato un decreto legge che obbliga alla quarantena chi si ammala e soprattutto chiude tutte le manifestazioni pubbliche, uffici e scuole in alcuni comuni della Lombardia, in una zona chiamata rossa.

–          Mi sembra giusto. Ogni tanto I politici riescono a prendere delle misure utili.

–          Aspetta. L’indomani sarà emanato un documento del governo con cui la zona rossa è praticamente isolata. Non si esce e non si entra,l’alternativa per i cittadini è rischiare una multa o il carcere.

–          Come si potrà informare tutti di queste limitazioni? I giovani non guardano la tv, le vecchiette non usano i social.

–          Semplicissimo. In Italia a partire da fine Febbraio non si parlerà d’altro. Tv, radio, giornali, social network: l’unico argomento di discussion sarà il coronavirus. Una morsa mediatica che non lascia scampo. Fammi continuare. Il governo manderà le forze armate a controllare l’esecuzione dei suoi decreti. Tra qualche giorno il decreto sarà esteso in quasi tutte le regioni del nord Italia. Fino al 15 Marzo i territori del nord Italia saranno chiusi e la popolazione non potrà uscire se non per ragioni di reale necessità.

–          Se dici il vero, siamo di fronte a una pandemia. La misura è giusta. Mi sembri un cazzaro.

–          Dico il vero, te l’ho già dimostrato con il viaggio che hai prenotato. Ma non finisce qui. Devi sapere che tra la notte del 7 e 8 Marzo il Presidente del Consiglio varerà delle nuove restrizioni. L’Italia diventerà una grande zona rossa. Tutti a casa . Peccato che alcune informazioni non saranno ben gestite e si diffonderà il panico. Migliaia di persone fuggiranno dal nord per paura di non tornare più a casa mentre nelle carceri la situazione diventerà drammatica e scoppieranno alcune rivolte. Ci saranno evasioni, arresti e morti. L’esercito sarà in strada.

–          Mi sembra un pò assurdo. Non possono bloccare tutto. Come possono convincere le persone a rimanere a casa?

–          Ci sarà un martellamento mediatico continuo. I politici si trasformeranno in virologi e i virologi in poltici. Ma con il decreto #iorestoacasa saranno sospese le comuni attività commerciali al dettaglio e i servizi di ristorazione, verranno vietati gli assembramenti di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Isolamento completo.

–          Sto avendo paura.

–          Devi averne. Attenzione. Ci manca ancora qualcosa. Il 21 Marzo, alle 23.30, in un orario insolito, il presidente del consiglio dei ministri dichiarerà, in diretta televisiva, la chiusura totale delle attività produttive non necessarie e il divieto di spostamento nell’intero territorio nazionale.

–          Che cazzo stai dicendo? Questa è dittatura! Non possono farlo.

–          La situazione sanitaria apparirà compromessa e la paura del contagio metterà i cittadini in condizione di rimanere chiusi in casa o uscire soltanto per pochi e comprovati motivi.

–          Fino a quando tutto questo?

–          Inizialmente fino al 3 Aprile. Ma non basterà.

–          Ma come faranno a vietare alle persone di uscire?

–          Dove non arriva la paura o il senso di resposabilità, arriva la tecnologia. Alcune città utilizeranno i droni per spiare le persone, altri governanti invece tracceranno gli smartphone. Saremo tutti controllati. Per il nostro bene. Sarà la guerra contro il virus. Il grande nemico ci porterà a cantare dai balconi, saremo solidali con i medici e ci sentiremo fieri di essere italiani, ma durerà poco. Avanzerà la crisi psicologica, la fame e la ribellione. Molti si uccideranno, altri si faranno arrestare. Alcuni reparti dell’esercito si rifiuteranno di agire e saranno sospesi. Sarà l’inizio della rivolta.

–          Ma in tutto questo casino nessuno ci aiuta? L’europa che fa?

–          L’europa si scioglierà come neve al sole. I paesi inizieranno a litigare sulla creazione di aiuti finanziari, preferendo gestire i conti invece di aiutare i popoli in difficoltà. Nel giro di qualche settimana torneranno le frontiere, si schiereranno i soldati ai confini, qualcuno addirittura produrrà una moneta propria.

–          Almeno avremo il conforto del Santo Padre, si potranno fare i sacramenti?

–          È stata la prima cosa che ci hanno tolto. Chiese chiuse, alcune aperte ma non frequentabili. L’autocertificazione non lo consentirà. Non è un bene necessario.

–          Cazzo ma arriva Pasqua. Possibile che non si potrà andare a messa?

–          Non si faranno più i sacramenti. Non ci saranno nemmeno i funerali. I morti saranno cremati e gli afflitti non saranno consolati. Andrà così.

–          Ma la gente come tirerà avanti?

–          Usciranno solamente per fare la spesa, ma a partire da fine Marzo inizieranno ad esserci dei furti e delle rapine per il cibo e la gente avrà paura. In alcuni casi saranno svaligiate anche le armerie e i gruppi ribelli saranno sempre più numerosi. La criminalità organizzerà il mercato nero e il suo governo provvisorio. Lo Stato perderà il controllo e le rivolte saranno sempre più numerose. La scelta sarà tra il caos e l’ordine. Sai già come andrà a finire.

–          Le famiglie cosa faranno?

–          Si chiuderanno in casa e vivranno una quarantena virtuale: film, musica, giochi. Sui social ci saranno messaggi ripetuti all’infinito che faranno aumentare la paura e il senso di isolamento. Apparentemente saremo tutti vicini e solidali. In realtà saremo molto più deboli e manipolabili. Alcuni denunceranno i vicini, altri non saranno più capaci di guardarsi in faccia.

–          Dio mio. Non posso crederci. Bel regalo mi hai fatto.

–          Non è questo il regalo. Ho ancora poco tempo.

–          Allora qual è il regalo?

–          Il 19 Marzo è la fest a del papa. Devi assolutamente chiamare tuo padre. Non ti risponderà. Prova tutto il giorno. Se non ci riuscirai a parlare allora vallo a trovare. Fai finta di portare della medicine, potresti essere fermato. Esci, vallo a trovare. È importante. Se riesci digli quello che non gli hai detto mai, abbraccialo un’ultima volta da parte mia.

–          Perché dici che è un regalo?

–          Perchè sarà l’ultima volte che lo incontreremo. Bacialo da parte mia.

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