Smart ? No grazie

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Tra poco smart church, smart friends, smart life. Il mondo smart (smart world) è arrivato già, non occorre ricercarlo o attenderlo. Qui e ora si sta compiendo la più grande rivoluzione antropologica della storia: ciò che è intelligente è rapido, vivo, pronto. Abbiamo raggiunto lo scopo. La tecnologia ha permesso di velocizzare le nostre azioni, di soddisfare un nostro bisogno, oppure la tecnologia ci obbliga ad essere rapidi, vivi, pronti? Siamo diventati smart senza che ce ne accorgessimo.

Nel vocabolario inglese Oxford Dictionary si legge che smart è un aggettivo con tre significati:

(of a person) clean, tidy, and well dressed: una persona vestita bene, alla moda;

informal having or showing a quick-witted intelligence: qualcuno o qualcosa che ha un’intelligenza viva, rapida ed è veloce a rispondere agli stimoli esterni, può essere anche un dispositivo;

quick, brisk: veloce ed energico.

Riassumendo: è smart chi o cosa è veloce a rispondere, chi ha un’intelligenza moderna.

Esiste anche un’altro modo di utilizzare il termine smart. L’aggettivo smart ha radici antichissime, leggiamo sul vocabolario etimologico

“doloroso, duro… che causa un dolore acuto […] Col significato di ‘eseguito con forza e vigore’ si trova dal 1300 c.: Con l’accezione di ‘svelto, attivo, intelligente’ è attestato dal 1300 c., dal concetto di battute o parole ‘taglienti’ etc., o anche ‘abile nel contrattare’ […] Con riferimento ad apparecchi/dispositive, nel senso di ‘che si comporta come se fosse guidato dall’intelligenza’ (come nel caso di ‘bombe intelligenti’) è attestato per la prima volta nel 1972…” 

L’etimologia germanica di questa parola,è poi strettamente legata al concetto di dolore fisico (ted. ‘Schmerz’), rinviando – senza o con la ‘s’ iniziale – addirittura al latino ‘mordere’, al greco ‘smerdnos’ (terribile) ed al verbo sanscrito ‘mardayati’ (frantumare, strofinare, schiacciare).

Possibile che lo smart world in cui ci troviamo a vivere sia in realtà un mondo efficiente ma letale, rapido ma terribile? Vale la pena costruire un mondo così intelligente da farci fuori?

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