L’asino di Buridano e la trappola della mente

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Sono tempi difficili. Abbiamo difficoltà a comprendere quello che accade intorno a noi: manca il tempo, la volontà, la conoscenza. Siamo immersi in un ambiente invadente e non siamo in grado di discernere serenamente quello che accade. Ma siamo costretti a scegliere un partito, una scuola per i nostri figli, un modo di lavorare e organizzare le giornate.

Nel Medioevo l’asino di Buridano è il protagonista di un paradosso il cui obiettivo era attaccare la ragione come fonte unica e massima della conoscenza. Questa storia nacque per criticare la dimostrazione razionale dell’esistenza di Dio fatta da Jean Buridan (Giovanni Buridano italianizzato) Può anche servire confutare tutte le altre dimostrazioni prodotte nella storia.

L’asino di Buridano si trovava in una posizione di perfetta equidistanza da due mucchi di fieno. Il paradosso della storia è che l’asino, che era molto razionale, finiva col morire di fame perché non riusciva a scegliere uno dei due mucchi. La posizione dell’equidistanza è spesso fatale!

Anche se non ci troviamo di fronte ad una scelta tra due termini equidistanti, la nostra ragione spesso si lascia ingannare. I criteri di scelta delle persone molto razionali sono inficiati dall’incapacità di prendere decisioni mettendo da parte la razionalità e utilizzando criteri di valore. Un amico “Buridano” finisce per criticare le scelte effettuate, sostenendo i benefici dell’opzione scartata. Anche se dotato di buone capacità di analisi, finirà per aspettare la decisione di qualcun altro, onde evitare di dover scegliere una posizione comunque non perfettamente giusta.

Dare dell’asino a qualcuno non è così necessariamente offensivo.

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