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Apocalisse

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Il 15 di Agosto si celebra la festa dell’Assunzione in cielo della Vergine Maria. In molti paesi si era soliti fare processioni, feste e consacrazioni speciali. Negli ultimi due anni tutto è fermo per via della situazione pandemica: dal 15 di Agosto l’Estate stancamente finisce, in un certo senso termina un tempo di distrazione, evasione e, per alcuni, di riposo. Questa festa ha un significato escatologico impressionante, proprio alla fine dell’Estate.

Il termine apocalisse significa RIVELAZIONE, deriva dl greco apò (senza) kalyptein (copertura), e rimanda all’opera conclusiva di San Giovanni Apostolo, l’evangelista teologo, che ha messo per iscritto le sue visioni. Il suo libro è spesso letto e spiegato con circospezione, in quanto il suo contenuto è fortemente pro-vocatorio. Mette in chiaro che la vocazione dei figli di Dio è alla santità, ammonisce i peccatori e condanna i malvagi, annuncia l’avvento delle bestie e dell’anticristo in un mondo diviso dal peccato, effettua una divisione tra eletti e dannati, preannunzia una battaglia finale tra il serpente antico e la Vergine.

Esiste una guerra che è stata scatenata dalle forze del male. La vittoria del male non sarà trionfare sui malvagi e con i malvagi ma corrompere i giusti, portare gli uomini di buona volontà alla distruzione. Il potere del male è oscuro, penetrante, corruttibile. Il potere del male manipola i valori, i sentimenti, gli ideali e trasforma gli uomini in servi oscuri. Il potere del male si serve della verità che l’uomo anela, si serve del bisogno di giustizia per opprimere gli indifesi, i poveri, i bambini, gli ultimi.

Nel film Apocalypse Now, Marlon Brando interpreta il Colonnello Kurtz, un militare che durante la guerra del Vietnam aveva fondato un suo avamposto nella giungla. In un celebre monologo, il Colonnello Kurtz illustra il dramma della violenza in una società corrotta e depravata

L’orrore ha un volto. E bisogna farsi amico l’orrore…orrore, terrore, morale e dolore sono i tuoi amici. Ma se non lo sono, essi sono nemici da temere. Sono dei veri nemici.

Ricordo, quand’ero nelle forze speciali, sembra migliaia di secoli fa, andammo in un campo, per vaccinare dei bambini. Lasciammo il campo dopo aver vaccinato i bambini contro la polio. Più tardi venne un vecchio correndo a richiamarci, piangeva, era cieco. Tornammo al campo: erano venuti i vietkong e avevano tagliato ogni braccio vaccinato. Erano là in un mucchio. Un mucchio…di piccole braccia.

E.. e mi ricordo..che ho pianto…pianto come…come…come…una madre. Volevo strapparmi i denti di bocca, non sapevo quel che volevo fare. E voglio ricordarlo, non voglio mai dimenticarlo, non voglio mai dimenticarlo. Poi mi sono reso conto, come fossi stato colpito, colpito da un diamante, una pallottola di diamante in piena fronte.. e ho pensato: mio Dio che genio c’è in questo…che genio, che volontà per far questo…perfetto, genuino, completo, cristallino, puro. E così mi resi conto che loro erano più forti di noi, perché loro la sopportavano…

In fondo l’obbiettivo del male non è soltanto sconfiggere il bene ma aumentare i propri adepti. Di fronte alle menomazioni inflitte ai bambini dagli stessi vietnamiti, lo sconcerto lascia il posto all’ammirazione, lo scandalo si trasforma in emulazione. Ancora il colonnello nel suo monologo arriva a dire

Bisogna avere uomini con un senso morale, e che allo stesso tempo siano capaci di utilizzare i loro primordiali istinti di uccidere…senza emozioni, senza passione…senza…discernimento, senza discernimento. Perché è il voler giudicare che ci sconfigge.

Senza giudicare, senza ragionare, eseguendo comandi in perfetto automatismo. Senza discernimento. Essere dalla parte del bene può indurre ad accettare il compromesso più infido: in fondo quello che conta è la vittoria, non sottostare alle leggi ingiuste, legittimare la propria ideologia, la propria fede. L’Apocalisse è paradossalmente il regno della ragione, il luogo dove il Logos regna come Agnello. Nell’Apocalisse l’unica vittoria possibile è il martirio, rendere testimonianza al potere del bene. Il male non vincerà perché ha perso in partenza, ha perso quando ha iniziato la sua storia di menzogna, quando l’uomo si è illuso di poter essere Creatore.

L’uomo moderno è convinto di disporre del suo tempo, della sua vita, delle sue azioni. L’uomo moderno è privo di grazia, è sgraziato, abbandonato a se stesso e ai suoi finti bisogni, non può riconoscere il rapporto che esiste tra la libertà e la grazia. Così confuso si trova in mezzo alla battaglia dell’Apocalisse e si ritrova come i bambini menomati del villaggio citato o come i carnefici torturatori. Questo tempo può rivelarsi (Apocalisse) come un tempo di grazia se vediamo e accettiamo questa battaglia di santificazione, se annunciamo la presenza del Dio vivente in mezzo a noi.

Il termine martire è tratto dal diritto processuale. Nel processo contro il diavolo, Gesù Cristo è il primo e autentico testimone di Dio, il primo martire, al quale da allora innumerevoli ne sono seguiti. La Chiesa di oggi è come non mai una Chiesa di martiri e così testimone del Dio vivente. Se con cuore vigile ci guardiamo intorno e siamo in ascolto, ovunque, fra le persone semplici ma anche nelle alte gerarchie della Chiesa, possiamo trovare testimoni che con la loro vita e la loro soffe­renza si impegnano per Dio. È pigrizia del cuore non volere accorgersi di loro. Fra i compiti grandi e fondamentali del nostro annuncio c’è, nel limite delle nostre possibilità, il creare spazi di vita per la fede, e soprat­tutto il trovarli e il riconoscerli.

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