Meraviglia e Incarnazione

L’essere umano presenta una paradossale duplicità: è natura, soggetto alla causalità biologica e del mondo ed è contemporaneamente trascendente, soggetto di libertà aperto alla Trascendenza. Da un lato deve fare i conti con la sua mortalità, con i suoi bisogni, con la sua precarietà, dall’altro si confronta con ciò che non può essere ridotto al campo empirico, tutto ciò che è altro dal mondo, tutto ciò che è irriducibile. L’uomo si apre alla Trascendenza perché è libero, perché riconosce che nel suo essere nel mondo la natura, ricca della sua bellezza e complessità, comunque non basta. Come Adamo, non si accontenta di dare il nome agli animali: ha bisogno di trovare qualcuno simile a lui, ha bisogno di trovare una corrispondenza profonda, autentica, riflessiva, che possa rispecchiare l’abisso della sua esistenza. Chi è capace di guardarsi dentro, di superare le camere del castello e giungere nei luoghi più inaccessibili della propria coscienza, laddove la stanza del tesoro confina con la stanza delle torture, chi è capace di percepire la propria inadeguatezza di custode seppur onorato come un re, si pone di fronte al mistero della vita con uno sguardo diverso. Lo sguardo di Adamo.

La solitudine di Adamo non è interrotta dalla conoscenza, dall’azione o dalla preghiera. La solitudine di Adamo finisce nella meravigliosa scoperta della donna.

E Adamo disse: Questa è ora ossa delle mie ossa e carne della mia carne: sarà chiamata donna, perché è stata tratta dall’uomo. Genesi 2

Perché Adamo si meraviglia al cospetto di questa creatura? Cosa ha di diverso da tutti gli altri esseri viventi?

Nell’ebraico antico il termine ossa si traduce trave, tavola, camera, angolo, foglia, tavola, nervatura, lato (della camera). In altri termini senza la costola, l’osso sottratto ad Adamo per creare la donna, l’uomo è sbilanciato, l’uomo zoppica, pende da un lato. Dio ha ricostruito questa stessa costola in una donna solidale. Adamo guarda la donna e prova meraviglia perché è di fronte alla sua parte mancante, al suo sostegno. Adamo riconosce che quella donna è anche carne della sua carne. Nell’ebraico antico il termine carne ha anche un significato originale: carne significa correttamente, essere freschi, cioè pieni (rosei, allegri). In pratica Adamo vede la donna ed esulta perché ha trovato l’allegria dopo che non aveva trovato aiuto negli altri esseri viventi. Beato chi ha l’allegria in casa!

L’affermazione di Adamo, osso delle mie ossa, carne della mia carne, va ben oltre il piano fisico. L’uomo non vede nella donna una serva, chi risolve i suoi problemi materiali, una compagna sessuale, un ornamento, una fabbricante di figli. Adamo vede in Eva, la madre di tutti i viventi, il suo sostegno e la sua allegria. Per l’uomo la donna è la sostanza, ciò che sta alla base della sua esistenza, ciò che unisce natura e trascendente. La meraviglia.

La meraviglia è anche strettamente collegata con la filosofia, l’amore della sapienza.

L’essere pieno di meravíglia è proprio del filosofo. Sì, il principio della filosofia non è altro che questo, e chi ha detto che Iride è figlia di Taumante [“thaumazein” = meravigliarsi] non mi pare abbia sbagliato genealogia. Platone, Teeteto

I primi filosofi iniziarono a interrogarsi sull’origine del mondo a partire da un bisogno, la ricerca di un significato più profondo. La ricerca di una luce, una rivelazione che potesse aiutarli a riconoscere non tanto un unico sapere ma un modo di stare al mondo. Amare la sapienza non vuol dire diventare dotti ma osservare il mondo in modo contemplativo. I primi filosofi che si interrogavano sull’esistenza di un arché, una sostanza originaria, non erano soltanto uomini intelligenti, erano soprattutto contemplativi, erano capaci di guardare la realtà con gli occhi di Adamo, con gli occhi meravigliati. Al di là della caratterizzazione sessuale, Adamo ed Eva siamo reciprocamente tutti noi.

Il grande mistero che ci investe non è legato esclusivamente al piano individuale del bisogno dell’uomo di sostegno e allegria. La festa dell’Immacolata concezione, per esempio, rivela che l’affermazione osso delle mie ossa e carne della mia carne è la teologia del Nuovo Testamento. La Chiesa fa parte delle ossa e della carne di Cristo. L’uomo e la donna prefigurano Cristo e la Chiesa e sono le controparti spirituali dell’unione fisica degli sposi. Come Dio è e fa, così l’umanità è e fa. Dio ha dotato l’uomo per essere e fare come se stesso, a sua immagine, a sua somiglianza. Non è in fondo l’Amen di Maria ciò che ha riportato insieme creatura e Creatore?  

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