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Il presepe e il piccolo Logos

 

L'altro giorno un mio alunno mi vede di fronte ad un piccolo presepe e mi chiede.

"Prof. ma un filosofo cosa vede nel presepe?"

"Dipende dal filosofo" rispondo

Spesso gli alunni mi pongono questa domanda: "Come fa un filosofo ad essere credente?" quelli più impertinenti mi chiedono "Come fa un credente ad insegnare filosofia?" in questo caso noto un irrefrenabile impulso a sbarazzarsi di me. Comprensibilissimo.

 

Il presepe

Quando Mastro Ciliegia ha tra le mani un pezzo di legno, da buon materialista, vede la possibilità di farci una gamba di un tavolo. Ma il pezzo di legno parlante non è utilizzabile per questo scopo così lo regala a Geppetto che vede invece in quel legno grezzo la possibilità di creare un burattino animato capace di saltare, correre e andare perfino a scuola. Il più grande equivoco che una "cattiva fede" può generare è che fede e ragione siano costantemente su un campo di battaglia dove bisogna necessariamente schierarsi. La più subdola perversione che la "cattiva ragione" può assecondare è che la filosofia valida sia solamente quella post illuministica, la filosofia antimetafisica e antiontologista che pretende di essere adulta e onnicomprensiva.

Allora io rimango davanti al presepe. Rimango di fronte al piccolo Logos che prende il suo posto nella piccola grotta. S. Giustino identifica Cristo , seconda persona della Trinità come Logos, il Verbo del Prologo di S. Giovanni, il Logos che grazie all'analogia dell'intelligenza è stato già contemplato parzialmente dai filosofi che l'anno preceduto.

Il Logos e la ragione di Dio

 San Paolo chiama la Croce di Cristo ho lògos tou staurou, “la parola della croce” (1Cor 1,18) poiché come sostiene Benedetto XVI "Paolo vede nella Croce non un avvenimento irrazionale, ma un fatto salvifico che possiede una propria ragionevolezza riconoscibile alla luce della fede" (Udienza del 22/12/2012). La visione del bambino nella culla con le mani fasciate presente nell'iconografia orientale ben rappresenta che il Logos ha da sempre mostrato la sua ragionevolezza associato al mistero pasquale della redenzione. La ragione di Dio è dunque quantitativamente e qualitativamente superiore alla nostra che come dice S.Paolo sconvolge i nostri parametri umani «Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani» (1 Cor 1,22-23).

Allora io rimango davanti al presepe perché la Dio non si è nascosto in un'orrida regione ma si è fatto trovare, si è rivelato affinché noi potessimo incontrarlo e  potessimo rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi (1 Pt 3,15)

BUON NATALE!

 

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