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L'amore è la mancanza ritrovata

Fede, speranza e carità. Dopo la fede nel Logos e il divampare della speranza, ci rimane la carità.

Il termine carità (in greco ἀγάπη, agápē) identifica in prima battuta il «prezzo alto» di qualcosa che necessariamente per noi deve valere molto. Con il termine carità si intende l'amore a Dio e al prossimo. Chi vale molto se non l'amato?

Nel Simposio Platone descrive Amore come figlio di Penia (povertà e dunque mancanza) e di Poros (espediente o ingegno), un essere semidivino che ha ereditato dalla madre il bisogno e dal padre la scaltrezza per realizzare le sue conquiste. Spesso mi è capitato di incontrare giovani e meno giovani affetti dal desiderio dell'altro, capaci di grandi macchinazioni e delusioni, alternando stati d'animo contraddittori. Mancanza e scaltrezza. L'amore è una malattia per alcuni. L'amore è una cura per altri.

S.Agostino richiama questo concetto platonico di amore come mancanza ma nella nuova versione di propulsore del desiderio del ricongiungimento a Dio, che è Amore. L'eros pagano è trasfigurato nell'amore cristiano perché le cose diventino effettivamente ciò che sono. Nella ricerca e nella scoperta dell'Amore di Dio, Agostino vede il raggiungimento di un ordine che è stato alterato con il peccato originale. In questo modo l'altro non è più l'unica fonte della mia felicità, la mia ragione di vita, il senso della mia esistenza. L'altro (inteso come amato, figlio, amico) viene così liberato dalla falsa illusione che sia tutto, che sia Amore, che sia Dio. L'altro non è più costretto a recitare un falso ruolo che gli ho attribuito, il riempitivo della mia vuota esistenza. 

Si supera così la drammatica situazione in cui si ritrova l'esistenzialista sartriano moderno, dove l'altro è l'inferno perché ci impedisce di realizzarci. Nella solitudine esistenziale propoosta da Sartre l'altro è colui che mi distrugge, mi annienta, mi annichilisce privandomi dell'essere. L'altro vuole essere tutto, ma nell'universo relazionale non è permessa l'esistenza di due totalità. L'altro è la mia eterna insoddisfazione. Proverò a progettare illusori rapporti umani destinati inevitabilmente al fallimento, allo scacco esistenziale. Non c'è amore in questo inferno in cui gli esseri umani sono condannati all'autorealizzazione, perché senza alterità non c'è libertà e senza libertà non c'è amore. 

Avviene qualcosa di simile nel bellissimo film di animazione Up della Disney. Il film ha delle caratteristiche interessanti: si svolge in pochissime ambientazioni (casa, cascate Paradiso, fortezza volante) e ci sono pochissimi personaggi. Il protagonista e l'antagonista sono due anziani. Carl dopo la morte dell'amata Ellie decide di partire per le cascate Paradiso, per ultimare il libro di avventure che la moglie aveva iniziato da piccolina. Per compiere il suo progetto, trasforma la sua casa in una nave volante per superare fittiziamente le barriere dello spazio e del tempo. Arrivato alle cascate, Carl si rende conto che ciò che stava inseguendo era un'illusione perché la sua più grande avventura è stata vivere con la moglie fino alla fine. Può così nuovamente dedicarsi agli altri, ai suoi nuovi compagni di viaggio. Carl ritrova l'amore per l'altro dopo aver perduto l'amore. Il suo rivale, il perfido esploratore Muntz, è invece pronto a strappare un rarissimo uccello dai suoi piccoli. Per la brama di successo Muntz è pronto ad uccidere persone e animali. Muntz viene sconfitto e condannato alla solitudine, Carl insieme ad altre figure solitarie come il cane emarginato Dug e il piccolo Russel mangiano un gelato e giocano a indovinare chi vede più macchine dello stesso colore.

Per ricevere carità bisogna alzare la testa, bisogna incontrare l'altro, perché in fondo ha ragione Quiles quando scrive

"In realtà, la vita totale di uno acquista il senso proprio e vigoroso proprio in funzione del prossimo, che a prima vista sembra aver invaso il castello interiore della mia propria soggettività, però, di fatto, non fa che riempire di luce e di vita quello che in sua assenza sarebbe oscurità e morte"

Un consiglio di letttura: Benedetto XVI, Deus caritas est

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