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Nel silenzio dell'uomo: crisi di fede e crisi della ragione

Alcuni studenti mi hanno chiesto? "Prof cosa ne pensa dell'attuale situazione della Chiesa, dello scandalo scaturito dalle rivelazioni di quel prete? " (per loro spesso vescovo, cardinale, monsignore... sono termini incomprensibili).

Non possiamo stare nel mondo senza farci un'idea del mondo, perché l'altro prima o poi entrerà in relazione con noi con la sua visione del mondo, con i suoi dubbi, con le sue domande, con le sue certezze da vagliare. Credo che non possiamo ritirarci da questo confronto, non possiamo ritirarci in una preghiera dissociata dalla realtà (per cosa dovremmo pregare e soprattutto per chi?) che oggi per un cristiano è una realtà di crisi. Quale crisi?

 

"La fede cerca di comprendere" secondo S. Anselmo perché se amiamo qualcuno veramente cerchiamo di conoscerlo in modo sempre più approfondito. Non ho mai conosciuto nessun uomo di fede che non sia in grado di descrivere il suo Amato, che abbia approfondito la conoscenza di Cristo dal punto di vista esistenziale, dunque in modo integrale (amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza).  Tanti credenti oggi si interrogano sulle dichiarazioni del Mons. Viganò, scandalizzati, disorientati, feriti tanto dalle parole quanto dai silenzi. Oggi c'è crisi.

Sicuramente una crisi di fede. Mancano i rudimenti della fede in tutto il popolo di Dio se oggi non riusciamo più a distinguere il bene dal male (è un peccato grave avere rapporti carnali con i propri seminaristi? è un peccato grave diffondere una mentalità peccaminosa promuovendo alcuni personaggi evidentemente inappropriati?). Come al risveglio di un di bombardamento nucleare ci ritroviamo in una Chiesa visibile infettata dell'idea che Cristo non abbia realmente incarnato il mistero pasquale, non abbia predicato e insegnato, non abbia realmente mostrato la Via, la Verità e la Vita e che dunque il processo di modernizzazione in corso sia non solo inevitabile ma necessario. Come nella Leggenda del Grande Inquisitore, Cristo ha fallito e deve essere corretto alla luce dei veri bisogni dell'uomo. La tempesta radioattiva passerà ma ora ci tocca riparare i danni dell'esplosione, mettendo in sicurezza ciò che il Signore ci affida.

Sicuramente una crisi della ragione. Fede e ragione sono due ali che devono agire insieme per portare l'uomo in cielo come si legge nella Fides et Ratio. Cosa ci dice la ragione? Contra factum non valet argomentum, dicevano i latini e volevano significare che contro la prova dei fatti nessun argomento potrà avere valore. Andare contro i fatti significa andare contro la ragione, significa dover alterare la realtà per promuovere e difendere ciò che non è reale. Se non è reale non viene da Dio. Bisogna provare i fatti, smentirli e prendere i necessari provvedimenti verso i calunniatori o verso i colpevoli delle accuse. Quello che interessa di più, almeno alla stampa, sembra schierarsi in un conflitto ideologico strutturato tra riformisti e tradizionalisti. Ma questa è una dicotomia imposta per dividere la Chiesa. Un cristiano sa che il più grande pericolo nel rifiutare Cristo è avere due atteggiamenti: da una parte scagliarsi in modo radicale e violento contro i nemici, dall'altro chiudersi in se stessi in una forma infantile e superba di silenzio. Tutto ciò viene dal maligno padre della menzogna e accusatore fin dal principio.

Crisi di fede e crisi della ragione.